Immagine Campagna Fondi 2017

Una scarica, la vita torna a battere


Sandro ha sempre seguito uno stile di vita dinamico e ama lo sport.
Da molti anni pratica il tennis a livello amatoriale. È un uomo
apparentemente sano, che non ha mai avuto problemi di salute.
Almeno fino a qualche mese fa.

È il 9 luglio 2017. Sandro e il suo amico Francesco si danno
appuntamento al centro sportivo di Breganzona per una partita di
tennis. Mentre sono nello spogliatoio, Sandro cade improvvisamente
a terra privo di sensi, il suo viso cambia colore. Francesco
non ha un attimo di esitazione. Prende il defibrillatore situato
all’entrata, lo dispone accanto al corpo immobile dell’amico e
posiziona subito gli elettrodi sul torace. Sono presenti anche
Werner e Maurizio, frequentatori abituali del centro sportivo che
non perdono tempo: uno ha già chiamato il 144 e segue le indicazioni
della Centrale Ticino Soccorso, l’altro inizia il massaggio
cardiaco. Francesco attiva il defibrillatore, un dispositivo semiautomatico
di ultima generazione che, dopo aver rilevato l’assenza
di battito cardiaco nel paziente, indica la necessità di una scarica
elettrica. Francesco fa allontanare tutti e senza esitare preme il
pulsante dell’apparecchio. Il corpo di Sandro sussulta vistosamente
e dopo pochi istanti l’attività elettrica del cuore è ristabilita, le
funzioni vitali riattivate, la vita torna a battere.
Passa qualche minuto e arriva l’ambulanza. Il paziente viene preso
in consegna dai soccorritori professionisti e subito portato al
Cardiocentro, dove è operato d’urgenza.
Tutto è avvenuto in un lampo: dall’istante in cui Sandro si accascia
al suolo fino al suo ingresso in sala operatoria sono trascorsi
solo quaranta minuti. Dopo una settimana, viene dimesso e riprende
il lavoro a tempo parziale; dopo tre, eccolo nuovamente su un
campo da tennis, sotto controllo medico, a sfidare l’amico
Francesco.
La prontezza di Francesco, Werner e Maurizio ha rappresentato un
anello fondamentale della catena di soccorso per salvare Sandro.
La presenza di un defibrillatore al centro sportivo di Breganzona
– in Ticino sono oltre un migliaio i dispositivi dislocati sul territorio
– ha consentito di trasmettere in tempi brevissimi l’impulso
indispensabile per una sopravvivenza senza esiti neurologici.


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